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segue dalla ROCK -
In NOCODE dunque fotografia, interior design, fashion design, street art,
fotografia, djs e live performances entrano in feedback continuo segnando
percorsi e slittamenti meravigliosamente imprevisti attorno ad un processo
collaborativo comune.
Nello specifico NOCODE si presenta in due momenti che muovono ad articolare
gli spazi del Circolo mettendoli diversamente in relazione.
Il primo momento occupa gli spazi interni del Circolo. INDOOR NOCODE è
interamente installativo ed è il risultato di un processo già compiuto. La
seconda fase, esterna, è decisamente più performativa. OUTDOOR NOCODE
presenta il processo in progress andando ad aprire una scena fluida
d’interventi performativi nel giardino.
INDOOR
NOCODE mette in scena un processo continuo dove la creatività non ha limiti
nè borders di riferimento: Fashion design, street art e fotografia, come
pratiche espressive, trovano nel dialogo collaborativo un nuova piattaforma
di sperimentazione e di ricerca.
The Hysterics, fashion designers romane, individuati numerosi indumenti
vintage li consegnano a tre street artist della scena romana, Omino75, Mr
Klevra e Teoz che, modificati utilizzando stickers e precisi interventi
grafici, ne ricalibrarano texture e struttura. Gli outfit aprono così il
loro spazio semantico ad un fresh make up, offrendosi come supporto per una
pratica grafica apparentemente estranea.
I lavori poi installati in strada da Kablabstract, street artist romano la
cui pratica adotta un approccio di ricerca urbana concettuale, si
riconfigurano entrando in relazione con gli elementi architettonici e di
design urbano per poi essere fotografati da Jessica Stewart. Le cui immagini
sono in mostra insieme agli indumenti modificati. Quindi un intero processo
che muove dalla strada per poi riconfluire dentro gli spazi del circolo,
sciogliendo le resistenze fra le diverse pratiche: gli abiti comprati nei
mercatini, l’intervento degli streetartists, poi l’allestimento in strada, e
quindi il riallestimento nel circolo.
In OUTDOOR NOCODE, gli spazi esterni del Circolo si presentano invece come
la scena per attività performative e installative compiute in stretta
collaborazione come un atto unico: interior deisgn, fashion design e live
music performance trovano una nuova calibrazione creando un intervento
allestitivo e performativo collaborativo e site specific.
Elena Boni allestisce, definendo la scena, con vari oggetti di vintage
interior design modificando lo spazio esterno al Circolo. Emergenze
oggettuali che dialogheranno con la serie limitata di vestiti, Maddalena,
disegnati appositamente per NOCODE da Jessica Harris. Lo spazio scenico,
così segnato, verrà poi attivato, in un climax emozionale, dalle coreografie
performative e musicali uber pop nell’intervento di Paulina Wallenberg.
NOCODE sarà accompagnato dalla selezione musicale di Mokai, fondatore della
dj crew ANY GIVEN MONDAY. In chiusura un brevissimo live della raw power
punk blues band capitolina CHOCOLATE STARFISH.
Una celebrazione libera delle pratiche di sconfinamento cross mediale. Un
attraversamento dentro gli specifici linguistici che animano i diversi modi
espressivi nelle arti comportamentali e oggettuali urbane.
NOCODE come ulteriore, utopico ritratto dei luoghi possibili della città. …
NO CODE!! (
Fabio Campagna)
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