“Auditorium Recording Studio” è la seconda uscita discografica di Un incontro in jazz, il progetto musicale nato dalla collaborazione tra cinque fuoriclasse della musica italiana e internazionale come Gino Paoli (voce), Flavio Boltro (tromba), Danilo Rea (pianoforte), Rosario Bonaccorso (contrabbasso) e Roberto Gatto (batteria).
L’album – prodotto da Aldo Mercurio per la Me & Gi snc e Parco della Musica Records e distribuito Egea – è stato registrato nel corso dei tre concerti del 26, 27 e 28 dicembre 2010 presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, e ha inaugurato “Recording Studio”, l’iniziativa della Fondazione Musica per Roma che dà la possibilità a pubblico e appassionati di entrare in studio di registrazione con gli artisti della Parco della Musica Records seguendo e ascoltando dal vivo l’incisione di nuovi dischi.
Lo straordinario quintetto, con l’alibi della rivisitazione jazz, con gli strumenti essenziali di un’interminabile jam session che è il loro brodo primordiale, si lanciano in un’avventura che approda in porti diversi regalandoci un prezioso varco nel tempo, un’odissea di scenari differenti e di sonorità in un disco minimal-jazz nella musica e nei testi. E così l’incontro si trasforma presto in un viaggio alla scoperta degli undici brani – sia classici – Smile, Eu sei que vou te amar, E m’innamorerai, Contigo en la distancia, Que reste-t-il de nos amours, Ti lascio una canzone, che inediti – Canzone di Laigueglia, Canzone di istruzioni, Canzone piccola, Canzone di una mano, Canzone interrogativa, – che compongono la tracklist.
Su specifica richiesta di Gino Paoli, ciascuno dei cinque brani originali è stato scritto appositamente da uno dei cinque musicisti che compongono Un Incontro in Jazz. Il testo di queste cinque canzoni è stato poi scritto da Gino Paoli stesso.

UN INCONTRO IN JAZZ
“AUDITORIUM RECORDING STUDIO”

Un incontro che ci mette poco a trasformarsi in viaggio. Cinque persone legate da due condizioni indispensabili per poter fare jazz: l’amicizia ed il divertimento. Cinque amici, Gino Paoli, Danilo Rea, Flavio Boltro, Rosario Bonaccorso e Roberto Gatto, che, scavando nel passato e rimescolandolo con la poesia del loro presente, producono un disco che supera i confini di genere. “Auditorium Recording Studio” è un lavoro che sa di cantautorato, di atmosfere latine, di cinema: un disco per tutti, che farà salire sulla nave anche chi non solca i mari del jazz. Ognuno dei musicisti ha scritto una canzone e Paoli ci ha cucito addosso le sue parole, con il metodo che utilizza sempre quando scrive per gli altri: e cioè immaginando che fosse ognuno di loro a parlare. I cinque hanno mescolato pezzi inediti (tutti con la parola “canzone” nel titolo) ad alcuni ricercati standard mondiali. Il continuo scambio fra generi ne ha fatto un lavoro colorato, una vera a propria regata senza una rotta prestabilita. Primo testo a vedere la luce, quello di “Canzone Piccola”, su musica di Flavio Boltro. Poi è nata “Canzone d’Estate” diventata subito “Canzone di Laigueglia” visto che Rosario Bonaccorso, autore della musica, è siciliano di nascita ma ligure d’adozione. Questo disco è il secondo partorito dalle menti e dal cuore di questi cinque giramondo della musica, dopo “Milestones. Un incontro in jazz”.

Il percorso parte da lontano, da quel tema straordinario che il primo genio della storia del cinema scrisse per quel capolavoro che fu “Tempi Moderni”. “Auditorium Recording Studio”, (registrato live all’Auditorium Parco della Musica di Roma), inizia con “Smile”, standard immortale, la cui musica fu scritta da Charlie Chaplin (la lirica arrivò molto dopo, per opera di John Turner and Geoffrey Parsons, nel ’54). Gino Paoli, Danilo Rea, Flavio Boltro, Rosario Bonaccorso, Roberto Gatto, ci danno il benvenuto con questo gioiello, ci aprono la porta e ci chiedono di accomodarci in questa atmosfera ovattata, in un disco minimal-jazz nella musica e nei testi, regalandoci un prezioso varco nel tempo, che da Nat King Cole, passando per Michael Jackson (che si avventurarono su questo pentagramma prima di loro) arriva qui, ora. Un esordio dalla grande carica emozionale per un disco che è un’odissea di scenari diversi e di diverse sonorità. La nave di Un incontro in jazz, con l’alibi della rivisitazione jazz, praticata con gli strumenti essenziali di una interminabile jam session (loro brodo primordiale), si lancia in un’avventura che approda in porti diversi.
Dopo l’America di “Smile”, si torna al nostro mare, per l’inedito “Canzone di Laigueglia”, un omaggio alla terra ligure fissata in un attimo preciso. Quel giorno di sole nell’anima, che ogni cambio di stagione ci dice: l’inverno è finito, la notte è passata. I capitani di questa nave tornano al timone ed il nuovo approdo prende forma al di là dell’oceano. “Eu sei que vou te amar” (“So che ti amerò”) di Antonio Carlos Jobim e Vinicius De Moraes è un pezzo di Brasile che la voce di Paoli ripropone in tutto il suo calore, aiutato dalla perfetta tromba di Flavio Boltro.

Signori e signore benvenuti nell’universo Paoli. Sì, perché è tutto minimalismo, la semplicità poetica e la poesia semplice, che è il tratto di Gino, a venire fuori da “Canzone di istruzioni”, magistralmente musicata da Danilo Rea. Non c’è bisogno di molti termini, a volte le parole non servono nemmeno per le poesie. Quindi “per fare un amore bastano solo poche parole, basta l’inizio di una canzone”. Stop.
Restiamo nel mare misterioso dell’innamoramento con “E m’innamorerai”, un grande classico di Paoli che vive di nuova vita dalle mani girovaghe e giramondo di Danilo Rea che aumenta le possibilità sonore e ne moltiplica le note sul pentagramma, riproponendola con un senso definitivo di completezza: “Ci sono malattie inevitabili”.
Torniamo con un altro inedito alla musicalità orchestrale di questo straordinario quintetto che prende aria in “Canzone piccola”, composta da Flavio Boltro. Un disco minimal-jazz dicevamo. Nella musica, nelle intenzioni e nei titoli: immerso in un’atmosfera fumosa, immaginiamo Gino cantare “Canzone di una mano” (musica dello stesso Paoli), in uno di quei tipici music club che hanno segnato la storia della musica italiana. “Dietro ai tuoi occhi c’è un lago d’amore”. Donne, provate a restare in piedi.

Il Brasile è di nuovo approdo sicuro per il quintetto che ripropone “Contigo en la distancia” partorita dalla penna di César Portillo de la Luz diventata un classico carioca per la voce di Caetano Veloso, Cristina Aguilera (per arrivare ai giorni nostri) e, in Italia, di Mina. Paoli, Rea, Gatto, Boltro, Bonaccorso ne fanno una versione confidenziale, calda, virtuosa.
“Canzone interrogativa” – musica di Roberto Gatto e testo di Paoli – ci riporta alla forma canzone più libera e vicina allo stile di improvvisazione tipico del quintetto. Dall’oceano al Mediterraneo, sì perche di Charles Trenet, meridionale francese, è la meravigliosa “Que reste-t-il de nos amours?”, introdotta dal giro di contrabbasso di Rosario Bonaccorso per un Paoli che nella veste di chansonnier francofono si trova come un orso in una vasca di miele.
“Auditorium Recording Studio”, dopo una passeggiata fra grandi classici, si chiude tornando ad una canzone che rappresenta un pezzo ineludibile della carriera di Paoli. “Ti lascio una canzone”, eseguita solo voce e pianoforte (Rea), ripropone la magia di una dichiarazione d’amore che dà calore al solo ascoltarla, nella silenziosa, ma in realtà disperata, preghiera di chi, con la morte nel cuore, saluta un amore che non potrà accompagnare più.

TRACKLIST:
1. Smile (musica di Charlie Chaplin, testi di John Turner e Geoffrey Claremont Parsons)
2. Canzone di Ligueglia (musica di Rosario Bonaccorso, testi di Gino Paoli) Abeat Edizioni Mus./Senza Fine Edizioni Music;
3. Eu sei que vou te amar (musica di Antonio Carlos Jobim, testi di Vinicius De Moraes)
4. Canzone di istruzioni (musica di Danilo Rea, testi di Gino Paoli) Senza Fine Edizioni Music
5. E m’innamorerai (musica di Paola Penzo, testi di Gino Paoli) Universal Music Publishing Ricordi S.r.l./Fonit Cetra Music Publishing S.r.l.
6. Canzone piccola (musica di Flavio Boltro, testi di Gino Paoli) Senza Fine Edizioni Music
7. Canzone di una mano (musica e testi di Gino Paoli) Senza Fine Edizioni Music
8.Contigo en la distancia (musica e testi di César Portillo de la Luz) Peer International Corp., BMI;
9. Canzone interrogativa (musica di Roberto Gatto, testi di Gino Paoli) Senza Fine Edizioni Music;
10. Que reste-t-il de nos amours? (musica di Léon L. M. Chauliac e Charles L. A. Trenet, testi di Charles L. A. Trenet;
11. Ti lascio una canzone (musica di Giuseppe Vessicchio e Gino Paoli, testi di Gino Paoli) Universal Music Publishing Ricordi s.r.l.

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