UNO STRAORDINARIO RITORNO DI UN CANTANTE CHE HA SEGNATO UN SOLCO PROFONDO NELLA CANZONE D’AUTORE ITALIANA. OSPITI NEL DISCO STEFANO BOLLANI, UN OMAGGIO A MINA, UNA SPLENDIDA RILETTURA DI UN BRANO DI GUCCINI CHE FU DELL’EQUIPE 84, E UN REGALO CHE VIENE DA TRENT’ANNI FA…
E’ un puzzle emozionale il nuovo album di Massimo Altomare. Nell’era della musica immateriale e dei dischi trattati come chip asettici il cantautore torna con un disco dal titolo programmatico, “Outing”. Lui ne parla come di una sfida a se stesso; i dieci brani contenuti nell’album sono figli di una profonda necessità espressiva, di una urgenza che non sentiva più da anni.
“Outing” è il progetto più vicino alle sue radici, a “Portobello” e “Chiaro”, i long playing incisi con Francesco “Checco” Loy all’inizio degli anni Settanta, quando il pop italiano provava a seguire le fortune e la lezione di Simon&Garfunkel, di James Taylor, di Cat Stevens…”Loy&Altomare”…
Sono trascorsi un po’ di anni…durante i quali Altomare si è occupato di colonne sonore di film, di radio, teatro musicale, formazione e didattica. Di rilievo negli ultimi dieci, la sua intensa attività di autore e regista di spettacoli realizzati insieme ai ragazzi e ragazze detenuti nelle carceri di Firenze e di Prato. La sua storia artistica ha attraversato la new- age ed il jazz, senza mai voltarsi indietro.
A proposito di jazz, tra le collaborazioni musicali di questi anni spicca senz’altro quella con il geniale ed eclettico Stefano Bollani, una amicizia ed un’intesa artistica che li vede all’inizio protagonisti nel musicare insieme una raccolta poetica di Fosco Maraini “La Gnosi delle Fanfole” (1998), di cui Massimo Altomare ne è anche la voce-cantante e il fortunato progetto-spettacolo “Abbassa la tua radio”.
Questo fil rouge artistico con Bollani si snoda da allora senza più interrompersi, per arrivare all’oggi, al nuovo in tutti sensi lavoro di Massimo Altomare “Outing”, in cui rintracciamo l’inconfondibile inventiva e arguzia pianistica in brani come: “Re di vie agitate”,“Hey Mina” e “Clara”.
“E ora, a ben pensarci, -dice Massimo- era molti anni che non incidevo un disco di canzoni mie”. “Outing” ha diversi piani di lettura. E’ un piccolo manifesto di vita quotidiana, denso di citazioni e di ricordi, di storie da cui farsi accarezzare e accompagnare. Ogni canzone racconta un episodio vissuto o un’emozione che hanno toccato un po’ tutti noi. Prendiamo “Baby boomers”, dedicata alla generazione di chi è nato negli anni Cinquanta e Sessanta. Difficile non farsi assalire dalle sensazioni che portavano le novità di quegli anni: una canzone costruita su parole come “frullatore”, “hoola hoop”, “scale mobili” che hanno rappresentato benessere e modernità.
Dichiararsi oggi per Altomare significa anche svuotare il cassetto della memoria. Ecco apparire “Ehi Mina”, involontaria testimone di una storia d’amore finita male, ed ecco “Clara”, omaggio alla Calamai, diva di un’era del cinema italiano. “In canzoni come queste – dichiara – si legge la mia totale ammirazione verso il mondo femminile”.
Anche “Gato Lee” fa parte di questo diario sentimentale. La registrazione risale al 1977 (qui utilizzata nella sua veste originale) e racconta i disordini avvenuti il 15 febbraio 1975 prima di un concerto di Lou Reed al Palazzo dello Sport di Roma. “E’ dall’amore che nasce l’uomo” torna ancora più indietro nel tempo. Il brano porta la firma di Francesco Guccini ed è influenzato dal movimento “Flower Power” che agitava gli animi e le coscienze nel 1967.
Il tornado delle sensazioni tocca “Re di via agitate”, “L’eterno fidanzato”, “Scusa per le lacrime” e“Il torrente” che affrontano i temi dell’amore e dell’amicizia, dell’emarginazione e dei pregiudizi. Pubblico e privato si rincorrono tra le note, così come autobiografia e finzione. Ma qui tutto è vero, tutto è puro, con uno spirito e uno slancio che da tempo non si avvertono nella canzone italiana.
VIDEO CORRELATO: http://www.youtube.com/watch?v=akSzOVRLK30





ma ha mai suonato al folkstudio?
no, credo mai…