GALLO & THE ROOSTERS + GARY LUCAS -
“The Exploding Note Theory”
( El Gallo Rojo Records, 2008)

di Marina Conti -  L’armonia musicale alla quale le nostre orecchie sono normalmente abituate va in frantumi al primo ascolto di questo cd. E sembra sprofondare di colpo nel dedalo del caos primigenio più totale: suoni stridenti cercano di farsi spazio prepotentemente pur nella totale indipendenza l’uno dall’altro. Una follia contagiosa è il leitmotiv che attraversa l’intero album: “Gallo & The Roosters + Gary Lucas – The Exploding Note Theory”, e ad un tratto viene in mente qualcosa che somiglia alla stessa devastante e violenta schizofrenia sonora di Don Van Vliet, noto ai più come Captain Beefheart ( negli anni ’60 portavoce di una musica d’avanguardia che rompeva con profonda alienazione qualunque forma melodica, tonale e ritmica per poi tentare di riassemblare il tutto a casaccio, fra il free jazz di Ornette Coleman e i quadri astratti di Jackson Pollock). Non è dopotutto inaspettato il riferimento a Mr. Van Vliet, dato che l’album si apre con la citazione dell’amico chitarrista americano Gary Lucas ( qui presente per aver suonato le chitarre in tutti i brani dell’album) proprio al Capitano e alla sua teoria delle note esplose: “Questa e' la "Exploding Note Theory" di Captain Beefheart: la musica deve svolgersi come se ogni singola nota non avesse alcun rapporto con la precedente e la successiva. Il rapporto tra le note in musica deve essere paragonabile a una serie di esplosioni di bombe nell'aria”. Lucas fece infatti parte della storica band del Capitano Cuore di Manzo e la Sua Magica Band ai tempi dell’album “Ice Cream For Crow” (Virgin, 1982), ed è evidente l’influenza da lui esercitata nel disco grazie alle inconfondibili pennellate western e psichedeliche delle sue chitarre imbizzarrite, che vanno ad aggiungere ulteriore geniale follia alla già satura atmosfera sonora.
Fra gli undici brani, dieci originali più la rivisitazione di “Jamaica Farewell” scritta da Erving Lord Burgess e portata al successo negli anni ’50 da Harry Belafonte, è curiosa poi la scelta di Gallo fra i titoli di apertura e di chiusura dell’album: “Bela Lugosi” e “Ed Wood”. Un chiaro omaggio all’amicizia fra il regista e attore statunitense di film horror e di fantascienza Wood e l’attore Bela Lugosi (divenuto celebre per aver interpretato il film “Dracula”)?
Danilo Gallo ( bassista e polistrumentista, nonché ideatore e produttore del progetto), riunisce intorno a sè i suoi “galli” fra assoli di strumenti surreali che prendono tangenziali differenti fra loro ma con lo stesso comune denominatore: suoni anarchici come mine vaganti pronte per il gran botto finale. Nel baccano rumoroso di un prepotente rigurgito rimasto finora imploso alla liberazione collettiva.

TRACKING LIST:

1) Bela Lugosi – Danilo Gallo
2) Brunswick Road – Danilo Gallo
3) Jamaica Farewell – Erving Lord Burgess
4) Schwartzkopfstrasse – Danilo Gallo
5) The Unitalian Composer – Alfonso Santimone
6) Milo – D.Gallo/Gary Lucas/Zeno De Rossi
7) Hushpukena – Danilo Gallo
8) Ivano Bordon – Zeno De Rossi
9) Lupo Grigio – Enrico Terragnoli
10) Laura – Danilo Gallo
11) Ed Wood – Danilo Gallo

DANILO GALLO double bass, acoustic bass guitar, handly podophono, glockenspiel, keyboards; ACHILLE SUCCI bass clarinet; GERHARD GSCHLŐSSL trombone, sousaphone; ZENO DE ROSSI drums, percussion,GARY LUCAS electric guitars, national steel dobro
nice guys featuring : ENRICO TERRAGNOLI banjo guitar #8, harmonica victory #8, acoustic and electric guitar #10; GIORGIO PACORIG rhodes, farfisa matador #11; VINCENZO VASI xilophone #3;
MASSIMILIANO SORRENTINI additional garderobe drums #7


www.elgallorojorecords.com


 


 

 

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